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Con la debita calma, ci stiamo trasferendo su http://www.generazionetq.org/

Una risposta a Michela Murgia

di Daniela Brogi

A pagina 44 della Repubblica del 5 agosto 2011, in un articolo intitolato Murgia contro i TQ “Troppa ideologia” e firmato da Dario Pappalardo, due mezze colonne riportano i motivi per cui la scrittrice Michela Murgia ha scelto di non aderire a TQ. Piuttosto che trovare delle ragioni articolate, ci si imbatte in un’esecuzione sommaria, che in rapida sintesi pronuncia una distanza ferma dal movimento TQ.

L’articolo non è firmato dalla scrittrice, né si tratta di un’intervista: è giusto dunque ipotizzare che il dissenso di Murgia possa essere stato accentato o riformulato con intenzioni liquidatorie che non coincidono con quelle che potrebbero essere dichiarate in prima persona da Murgia.

Detto questo però, mi interessa, ho a cuore tanto in senso sentimentale quanto intellettuale, tentare una replica.

Lo faccio prima di tutto perché Michela Murgia è un’autrice seria, di qualità per l’appunto: può piacere o non piacere, può convincere o non convincere, ma ciò che conta è che si legge sempre volentieri, perché la sua scrittura proviene da un io che si prende sul serio e prende sul serio chi legge.

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TQ for dummies. Un tentativo di ecologia del confronto.

di Christian Raimo

In questi giorni si è visto, anche a partire dalla discussione intorno a TQ, che il tono del dibattito culturale in Italia è fortemente inquinato da anni di una pratica di discorso pubblico più disposto a creare opinioni preconfezionate, se non contrapposizioni quasi calcistiche, che a entrare nel merito delle questioni che di volta in volta si pongono.

Una delle priorità che quindi ci è parso importante affrontare è quella di ritrovare un terreno di confronto, dove 1) si privilegi la chiarezza e l’articolazione, invece del rumore di fondo, dell’autorefenzialità, del discorso ad personam o dello pseudodiscorso e 2) possano emergere convergenze e divergenze, anche aspre, ma sulle idee; in modo che il dibattito sia quello che si dice un’occasione per cambiare idea, farsene una propria propria, riuscire a articolare meglio le opinioni che si avevano all’inizio.

È stato centrale, fin dai primi incontri, ribadire una serie di atteggiamenti che ci interessano praticare come metodi del dibattito: la fiducia, l’ascolto, la capacità autocritica. Ci piacerebbe che questi atteggiamenti fossero condivisi da chi si confronta con le questioni che proviamo a porre. Siamo molti all’interno di TQ, e qualsiasi riduzione ad unum di una diversità di prospettive sarebbe un errore piuttosto stupido. Abbiamo provato a mettere per iscritto però alcune impressioni comuni.

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Progetto Piccoli Maestri

di Elena Stancanelli

Su ispirazione del lavoro fatto da Dave Eggers in America (826 valencia) e Nick Hornby a Londra (Il ministero della storie) ho immaginato  qualcosa di simile in Italia. La mia idea sarebbe quella di fare una scuola di lettura pomeridiana, indirizzata ai ragazzi delle scuole medie superiori. tenuta dagli scrittori, che parteciperebbero a titolo gratuito, mettendo a disposizione un po’ di tempo e la loro passione per i libri.

Ho condiviso questo mia progetto con i partecipanti alla prima riunione di TQ, con la casa editrice Laterza e la Provincia di Roma (il presidente Zingaretti e l’assessora alla cultura Cecilia d’Elia), che mi hanno aiutato con entusiasmo.
Abbiamo trovato quindi una sede possibile, per far partire la prima sperimentazione. Si tratta di uno spazio molto bello, nel quartiere Esquilino a Roma, di proprietà del Comune, dove già si fanno diverse attività per ragazzi.

Il 5 settembre alle ore 19, ho indetto una riunione con l’assessore, le persone che gestiscono lo spazio e tutti gli scrittori che vogliano mettersi a disposizione.
Accorrete numerosi. Anche se avete perplessità e non siete sicuri di farcela: intanto possiamo mettere a punto il progetto e far vedere che siamo tanti, belli e intelligenti. Confido in voi. Il posto in questione si chiama Matemù, in via Vittorio Amedeo II, a Roma.

“Vogliamo sputare nel piatto in cui mangiamo”. Andrea Cortellessa su La Stampa

Andrea Cortellessa oggi su “La Stampa”, p. 36.

Sin dall’inizio il nuovo movimento ha dovuto subire un paragone impegnativo. Attenti: non sarà un nuovo Gruppo 63? Da un lato sottintendendo che chi prende la parola oggi non è all’altezza di chi l’aveva fatto quella volta; dall’altro insistendo che la nuova esperienza sarebbe marchiata da quelle medesime contraddizioni. Read more…

Due o tre cose che sto imparando con e su TQ

Giuseppe Zucco, da Nazione Indiana

Breve storia tascabile della mia avventura in TQ.

Ho seguito TQ dal primo vagito, dal primo stringato articolo apparso sulle pagine di un quotidiano nazionale. Per mesi ho setacciato giornali periodici siti blog per tenermi aggiornato e saperne ancora. Finalmente leggo i primi manifesti licenziati sul web – e la notte stessa, senza neanche aspettare che la lettura si cristallizzi nell’elenco dei punti deboli del discorso, o nella forma di una conoscenza condivisibile, il tipo di folgorazione che ti costringe a intensissimi rapporti telefonici nonostante l’ora, annoto l’indirizzo disponibile, e scrivo la mia lettera di adesione. Read more…

Aggiornamenti

Da più parti ci scrivono e ci telefonano per avere aggiornamenti sull’attività di TQ. E l’attività è tanto intensa che non c’è quasi il tempo per metterla per iscritto. La principale novità degli ultimi giorni è la creazione di diciassette gruppi di lavoro, il cui scopo sarà realizzare le proposte presenti in nuce nei documenti Editoria e Spazi Pubblici.
Nei gruppi di lavoro stanno via via entrando anche i nuovi aderenti, allo stesso titolo dei vecchi. Continuamo a vagliare le adesioni alla spicciolata, per verificare la disponibilità reale a impegnarsi nel lavoro. Successivamente ciascun gruppo eleggerà da uno a tre coordinatori, carica che avrà la durata di tre mesi.

Questi i gruppi di lavoro al momento in fase di costituzione:

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